Il Diario di campagna è un testo fondamentale nella ricca bibliografia di Arrigo Benedetti. Pubblicato per la prima volta postumo nel 1979, a cura degli Editori Riuniti (Roma), questa raccolta di pensieri rivela un Arrigo Benedetti intimo, portato allo scavo interiore, insieme disincantato e spietato in primo luogo nei confronti di se stesso.

 

Oltre a confermare le sue capacità letterarie, che si rivelano nell'uso di una lingua estramamente asciutta e concreta, i pensieri raccolti nel Diario consentono anche di spazzare via, in quanto fonti biografiche, molti luoghi comuni se non addirittura falsità intorno a vicende fondamentali della vita di Benedetti e dei suoi giornali più importanti.

 

Come ad esempio a proposito dell'abbandono della direzione dell'Espresso, nel 1963, che non fu affatto una decisione improvvisa, immotivata, ma che al contrario fu il frutto del maturare di motivi che investivano sia la propria vita personale che le vicende più complessive del giornalismo italiano e dello svilupparsi dei fatti politici e sociali italiani nel quindicennio di storia successivo alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

 

Apre il volume un'ottima prefazione intitolata "Benedetti dal giornalismo alla letteratura" di Paolo Vanelli, insigne studioso di Bassani e che qui si cimenta con l'analisi delle fasi principali dell'attività letteraria di Arrigo Benedetti, che si intrecciò spesso accanto ma anche distintamente dall'attività giornalistica.

 

Arrigo Benedetti, Diario di Campagna, Maria Pacini Fazzi Editore, Lucca, 2010

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