Arrigo Benedetti e il cinema

Uno dei lati meno noti di Arrigo Benedetti, fondatore dell'Europeo e dell'Espresso, è che tra la seconda metà degli anni '30 e l'inizio degli anni '40 del secolo scorso collaborò alla sceneggiatura di due film (Capitan Fracassa e La maschera di Cesare Borgia, entrambi di Duilio Coletti); scrisse poi articoli di approfondimento dei rapporti tra cinema e letteratura sulla rivista Cinema e addirittura poi impersonò sé stesso nel film di Francesco Rosi "Il caso Mattei" (1972). Il suo interesse per il cinema conferma, oltre alla versatilità di questo grande giornalista e scrittore, anche la vastità di interessi culturali e artistici che fin da giovane ne caratterizzarono l'attività.

Sul Venerdì di Repubblica del 16 ottobre 2020 si è soffermata su questo breve saggio Irene Bignardi, la quale ha messo in evidenza la scelta di Cabiria di portare avanti il dibattito ormai centenario dei rapporti tra letteratura e cinema "attraverso la biografia letterario/cinematografica di un personaggio dai molti volti come Arrigo Benedetti (1910-1976) e per il quale "Il cinema è un "romantico saccheggio": una favola raccontata con le luci".

Su questo numero di Cabiria si possono leggere un saggio di Marco Vanelli su Fellini e il linguaggio cinematografico ("Io non me ne intendo"); di Frank Burke sempre su "Fellini: cambiare il soggetto"; una "Lettura de La dolce vita" di Nazareno Taddei; un'intervista dimenticata a Moravia e Fellini del 1964 di Massimo D'Avack ("Cinema e letteratura") e un'analisi di Rinaldo Vignati sul tema, "La vocazione interrotta: il viaggio di Aldo Buzzi nel cinema".

Di seguito al saggio su Arrigo Benedetti vengono pubblicati tre articoli dell'ex direttore dell'Espresso, risalenti agli anni dal 1936 al 1942: "Il cieco che accompagna il muto", "Soggetti in biblioteca" e "Un romantico saccheggio".

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